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I link e la citazione: tra identità da costruire e il vizio di parlarsi addosso

Foto di Michal Macku

L’autoreferenzialità non è solo un difetto delle Pubbliche Amministrazioni. Anche nel mondo editoriale ci sono realtà che non si aprono all’esterno, si citano da sole, si parlano addosso. Ne avevo accennato in un articolo di qualche tempo fa parlando dell’informazione nel web.

Se non citano diventano semplici prodotti editoriali piccoli e deboli

Pare proprio così. De Biase in un suo articolo confronta due mondi apparentemente diversi come la ricerca scientifica e l’editoria. Diversi perché tendono ad obiettivi opposti, ma simili perché entrambi si devono confrontare con uno strumento assai potente: la citazione.

Da una parte la ricerca scientifica è orientata ad informare, a rendere possibile l’interpretazione di quello che si sta dicendo ad altri soggetti che leggono. Tende quindi a rendere disponibile al destinatario del messaggio tutti gli strumenti necessari per una comprensione del fenomeno che si sta prendendo in esame; oppure portare il lettore alle conclusioni di un ragionamento autonomo diverso (perché no) da quello al quale è arrivato il percorso di ricerca proposto.

Al contrario l’editoria è centrata prevalentemente sul business: bisogna vendere, non informare o dare strumenti per la comprensione. Leggi il resto di questa voce

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I social media: tra realtà soggettiva e identità fluida

L’utilizzo dei link e dei social media sono due fattori che connotano fortemente l’identità dei soggetti all’interno della Rete. Tendiamo a dare un link a chi consolida una nostra idea e siamo disponibili a confermare l’amicizia su facebook (o a frequentare off line) a persone che la pensano come noi.

Essere connessi con persone con valori vicini a noi, avere poche voci “fuori dal coro” rispetto al nostro pensiero, riduce la nostra interpretazione delle cose in una realtà soggettiva, come la chiama Roberto Venturini su Apogeo on line, cioè in una visione del mondo costruita attraverso lo scambio di informazioni e interpretazioni di persone e fonti di informazione in generale che tendono a consolidare un’idea già costruita.

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Capoliveri: partecipazione e coinvolgimento dal virtuale al reale

Locandina della Notte Blu di Capoliveri

Locandina della Notte Blu a Capoliveri

Con solo 310 residenti tra i 15 e i 25 anni, Capoliveri tratta bene il suo target giovanile. Soprattutto ora d’estate.

Iniziative off line come il mercato dei prodotti tipici, oppure il record del mondo per il matrimonio subacqueo con più partecipanti o le iniziative on line come la richiesta di partecipazione per la candidatura di Capoliveri a città da inserire su Monopoli di qualche tempo fa, fanno parlare del comune, attirano la curiosità e si rivolgono ad un pubblico giovane. Insomma cose fighe, dedicate ai turisti e alle persone del posto.

Detto questo mi volevo soffermare su una iniziativa off line in particolare: la Notte Blu. Il 10 agosto dal tramonto all’alba tra arte spettacoli, musica, foto e molto altro.

Oltre al ricco programma che potete vedere qui sotto, con molte iniziative interessanti, la Notte Blu sta coinvolgendo diverse realtà, stimolando anche l’interesse degli operatori del turismo che gli hanno dedicato iniziative ad hoc.

Tutto questo supportato da un bel po’ di promozione on line: dal gruppo su facebook, dalla pagina ufficiale del comune fino alla classica forma di informazione on line sul sito istituzionale del comune di Capoliveri.

Non solo, ma grazie a Facebook è stato possibile raccogliere contributi vari degli utenti dal tema blu. Così fioccano tag su Capoliveri con video, foto e articoli dal tema blu.

Insomma un buon esempio elbano di come anche il settore pubblico possa dotarsi e possa sfruttare le potenzialità del web con la sua caratteristica proprietà di far circolare i contenuti in maniera virale.

Unico neo: non aver creato un minisito sul quale raccogliere tutti i contributi dei partecipanti. Dalle interviste ai partecipanti fino ai commenti dei protagonisti della serata sarebbe bello tenerli a disposizione di tutti, anche per l’anno prossimo. Come per esempio hanno fatto a Roma per l’estate romana. Ma sono sicuro sarà un successo lo stesso 🙂