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I link e la citazione: tra identità da costruire e il vizio di parlarsi addosso

Foto di Michal Macku

L’autoreferenzialità non è solo un difetto delle Pubbliche Amministrazioni. Anche nel mondo editoriale ci sono realtà che non si aprono all’esterno, si citano da sole, si parlano addosso. Ne avevo accennato in un articolo di qualche tempo fa parlando dell’informazione nel web.

Se non citano diventano semplici prodotti editoriali piccoli e deboli

Pare proprio così. De Biase in un suo articolo confronta due mondi apparentemente diversi come la ricerca scientifica e l’editoria. Diversi perché tendono ad obiettivi opposti, ma simili perché entrambi si devono confrontare con uno strumento assai potente: la citazione.

Da una parte la ricerca scientifica è orientata ad informare, a rendere possibile l’interpretazione di quello che si sta dicendo ad altri soggetti che leggono. Tende quindi a rendere disponibile al destinatario del messaggio tutti gli strumenti necessari per una comprensione del fenomeno che si sta prendendo in esame; oppure portare il lettore alle conclusioni di un ragionamento autonomo diverso (perché no) da quello al quale è arrivato il percorso di ricerca proposto.

Al contrario l’editoria è centrata prevalentemente sul business: bisogna vendere, non informare o dare strumenti per la comprensione. Leggi il resto di questa voce

Open Government: quando la Pubblica Amministrazione è trasparente migliora la sua immagine

Almeno nella percezione delle persone, ma sembra proprio così. Lo dimostra una ricerca di Pew Internet, elaborata negli Usa: le amministrazioni che rendono disponibili i documenti e le informazioni condividendoli con i cittadini anche nei social media godono di una valutazione, riferita alla governo della città, migliore.

Non solo, ma più l’Amministrazione Pubblica apre i suoi processi interni verso il pubblico, migliore è la sensazione di “empowerment”, di consapevolezza e di acquisto di fiducia nelle decisioni in merito alle politiche locali (nel caso dello studio di Pew Internet) dei cittadini.

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I social media: tra realtà soggettiva e identità fluida

L’utilizzo dei link e dei social media sono due fattori che connotano fortemente l’identità dei soggetti all’interno della Rete. Tendiamo a dare un link a chi consolida una nostra idea e siamo disponibili a confermare l’amicizia su facebook (o a frequentare off line) a persone che la pensano come noi.

Essere connessi con persone con valori vicini a noi, avere poche voci “fuori dal coro” rispetto al nostro pensiero, riduce la nostra interpretazione delle cose in una realtà soggettiva, come la chiama Roberto Venturini su Apogeo on line, cioè in una visione del mondo costruita attraverso lo scambio di informazioni e interpretazioni di persone e fonti di informazione in generale che tendono a consolidare un’idea già costruita.

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