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I link e la citazione: tra identità da costruire e il vizio di parlarsi addosso

Foto di Michal Macku

L’autoreferenzialità non è solo un difetto delle Pubbliche Amministrazioni. Anche nel mondo editoriale ci sono realtà che non si aprono all’esterno, si citano da sole, si parlano addosso. Ne avevo accennato in un articolo di qualche tempo fa parlando dell’informazione nel web.

Se non citano diventano semplici prodotti editoriali piccoli e deboli

Pare proprio così. De Biase in un suo articolo confronta due mondi apparentemente diversi come la ricerca scientifica e l’editoria. Diversi perché tendono ad obiettivi opposti, ma simili perché entrambi si devono confrontare con uno strumento assai potente: la citazione.

Da una parte la ricerca scientifica è orientata ad informare, a rendere possibile l’interpretazione di quello che si sta dicendo ad altri soggetti che leggono. Tende quindi a rendere disponibile al destinatario del messaggio tutti gli strumenti necessari per una comprensione del fenomeno che si sta prendendo in esame; oppure portare il lettore alle conclusioni di un ragionamento autonomo diverso (perché no) da quello al quale è arrivato il percorso di ricerca proposto.

Al contrario l’editoria è centrata prevalentemente sul business: bisogna vendere, non informare o dare strumenti per la comprensione. Leggi il resto di questa voce

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Link: ai big piace l’autoreferenzialità

Potere alla parola canta Frankie Hi-Nrg. La parola vale. Ancora di più nella rete quando diventa link. I Link si comportano come una struttura non gerarchica i cui punti concettuali sono connessi l’un l’altro e sono in grado di collegare ambiti culturali diversi tra loro; così fatti compongono una forma di conoscenza aperta, pronta ad offrire infiniti approfondimenti e anche strumento in grado di decidere la fortuna o il fallimento di una pagina web (vedi il sistema di PageRank di google) tanto che non a caso per alcuni rappresentano la vera moneta di Internet (Jill Walker, in Blog Generation).

Visto come l’informazione è tra le motivazioni più forti che spingono un utente a collegarsi ad internet (subito dopo la pornografia, ma prima dell’intrattenimento e della ricerca per affari) è naturale aspettarsi dai mezzi di informazione on line, in particolare dalle redazioni web dei giornali cartacei più conosciuti e strutturati, una particolare attenzione a questo strumento di conoscenza che allarga il sapere.

Invece niente.

Una rielaborazione del concetto di Rizoma

Il loro utilizzo reale infatti, all’interno dei grandi gruppi che fanno news on line (che ovviamente non linkerò), non sembra rispecchiare il potenziale fin qui descritto dei link.

Visitando i siti web che offrono informazione on line ci si scontra con una realtà priva o quasi di riferimenti esterni. Alla faccia della conoscenza aperta.

Ovvio che Corriere.it e Repubblica.it non hanno interesse a ricambiare i link a loro indirizzati. Anche se oltre oceano (che quando fa comodo tutti citiamo) i newspaper cominciano già ad adoperare la rete in maniera più consapevole.

Indubbiamente la loro notorietà per l’autorevolezza acquisita in campo giornalistico nel corso degli anni li pone in una posizione di grande influenza; per questo è così frequente che i loro contenuti siano all’interno di blog e altri siti web.

Rielaborazione grafica del sistema di link reciproco che crea valore (J.Walker)

In questa maniera la loro posizione all’interno dei motori di ricerca, il loro PageRank, avrà comunque una posizione di primo piano. Non ricambiando questo atteggiamento però, cioè non inserendo all’interno dei loro articoli alcun collegamento ipertestuale ad altre pagine web (se non in poche, rare eccezioni), non fanno altro che “impoverire” gli altri siti/blog (spesso loro fonti..) e dare poco spazio ad altre realtà sul web.

Quasi annullando l’effetto della conoscenza aperta teoricamente praticata dall’utilizzo dei collegamenti ipertestuali.

In questo modo i colossi editoriali manterranno la loro posizione di leadership anche nella rete, essendo le loro pagine non solo le più cercate, ma anche le più linkate.

Non è proprio un mondo per piccoli.