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Al via i seminari di comunicazione pubblica e tecnologie. Compu-tec è tornato

The Colors of Web 2.0

Foto di Ross Mayfield @Flickr

Ripartono anche quest’anno i seminari che da tre anni a questa parte vengono promossi dal Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università di Siena e che si svolgeranno tra la sede del dipartimento (palazzo San Niccolò) e la Scuola Superiore dell’Università di Siena, in Via Val di Montone (di fronte alla Basilica dei Servi).

Già il nome riassume tutto: Comunicazione pubblica e tecnologie e anche questo anno ci saranno nuovi argomenti da conoscere, approfondire e da provare sul campo.

Si comincia il 10 marzo con la professoressa Franca Faccioli dell’Università Sapienza di Roma che parlerà dell’evoluzione della comunicazione pubblica, portando anche, nella parte pratica del seminario, alcuni video clip con protagonisti i docenti universitari.

Il secondo appuntamento, il 14 marzo, è dedicato al modo attraverso il quale i cittadini comunicano con la PA. A parlarne e a portare dei casi di studio specifici sul tema sarà Lorenza Parisi. Con lei scopriremo quali comuni italiani hanno una presenza su Facebook e come questi comunichino con i cittadini-utenti. Tutto cercando di capire quale strategia sia meglio adottare per coinvolgere i cittadini e avvicinarli alle istituzioni.

Tempo di rielaborare tutti i concetti dei primi due seminari e arriviamo al 23 marzo quando Ernesto Belisario e Gianluigi Cogo ci parleranno di Comunicazione Pubblica e Open Government. Gli stessi argomenti che hanno portato alla Social Media Week di Roma dei quali parlai tempo fa.

Mentre il 31 marzo sarà la volta di un appuntamento dedicato alla promozione del territorio. A condurre il seminario sarà Pierdomenico Lonzi, mentre la parte pratica coinvolgerà alcuni professionisti del settore come Giovanni Arata, Jacopo Pasquini, Robert Piattelli, Roberto Zarro (quest’ultimo presente già alla prima edizione di Computec con un seminario dedicato ai social network e al ruolo della PA).

A chiudere questo ciclo di incontri sarà una tavola rotonda prevista per il primo di aprile e con ospiti come Alessandro Rovinetti, Monica Felli e Mirko Lalli coordinati da Daniele Magrini. Insomma il meglio che si possa avere 🙂

Per tutte le altre info basta andare sul sito web del progetto, dove è possibile trovare anche le indicazioni per raggiungere le sedi dei seminari a Siena e dove ci si può iscrivere gratuitamente. Se preferisci scarica il programma in pdf.

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Da quest’anno inoltre Compu-tec è anche su facebook e su twitter. Due soluzioni per condividere materiale interessante, seguire i seminari e interagire con i docenti che mano mano interverranno. Oltre che ascoltare i consigli degli utenti. Spero 🙂

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Visto che il cecchino è miope mettiamo a fuoco il problema con Computec

A bto2010 si è parlato della comunicazione delle destinazioni turistiche, definita in una parola: miope. Lo studio portato da Roberta Milano ha

[…]provato a sottolineare l’importanza di messaggi non stereotipati e di una strategia marketing a monte che valorizzi i propri punti di forza.

Già, una strategia (il grassetto nella citazione sopra è mio). Assente per la maggior parte delle istituzioni coinvolte nella promozione di un territorio. Eppure è la stessa che viene richiesta per le normali attività di comunicazione di una Pubblica Amministrazione (ricordo lo strumento del piano di comunicazione del quale si parla a partire dalla legge 150 del 2000 in poi).

Se ne è parlato molto nella prima edizione dei seminari Computec. Comunicazione interna, comunicazione esterna, obiettivi, target, analisi dello scenario, posizionamento, swot analysis e tutti gli altri strumenti all’interno di un piano di comunicazione che serve, anzi

obbliga a mettere a fuoco/far emergere […] la strategia complessiva e si inquadra in un contesto organico e coerente in cui si deve riflettere anche la “coroporate identity” dell’istituzione

ci dice Leda Guidi all’interno del suo saggio pubblicato nel primo volume del progetto Computec. A dimostrazione che esistono da tempo strumenti che aiutano la Pubblica Amministrazione a svilupparla questa tanto ricercata strategia e a veicolare la loro altrettanto ricercata identità (nel caso citato da Ghnet).

Avere una strategia, pianificare significa mettersi a tavolino e capire, tra le altre cose, quali sono i punti di forza e quelli di debolezza dell’organizzazione. Di primo acchito vedo già tutti rispondere “tanti” e “inattaccabili” (per i punti di forza) e “pochi” e “trascurabili” (per i punti di debolezza).

Improvvisando allora diventa normale aspettarsi una promozione affidata al testimone, alla cartolina animata o alla presunzione di una diversità del territorio che, se c’è, non si vede. Finendo molto spesso per parlarsi addosso.

Certo con i social media ci si può avvicinare all’utente-cittadino, farsi una idea di come l’organizzazione è percepita e migliorare i servizi offerti (e magari anche l’immagine da veicolare) ma come si può se poi questi strumenti non vengono inseriti in una azione più ampia, dedicata alla comunicazione dell’ente e all’ascolto?

Tanto la comunicazione classica, quanto quella nuova forma di comunicare figlia dei media sociali, deve comunque far parte di un “communication mix” che

[…] definisce l’identità, rendendo esplicito il patto conversazionale che essa (la PA) vuole stabilire con i suoi stakeholder. […] non si deve trattare solo di azioni additive, che vedono i nuovi media andare ad arricchire – almeno sulla carta e nelle buone intenzioni – i mix degli enti pubblici.

Scrive Alessandro Lovari nel suo ultimo saggio: “Basta un post? Il ruolo dei media sociali nel rapporto tra amministrazioni pubbliche e cittadini“. Ci deve essere quindi una integrazione degli strumenti di comunicazione che solo attraverso una pianificazione e quindi anche una strategia si può far valere. Lo stesso Lovari fa notare come, a proposito di ascolto e media sociali:

Ascoltare di per sé rischia di essere un’attività sterile se non si prevede un action plan per intervenire su quello che si è raccolto e imparato dal field.

Insomma inutile avere pagine facebook (aperte magari perché “fa figo”) se poi non si ascoltano i suggerimenti o non si interagisce con l’utenza. Peggio ancora se si trattano i social media come uno qualunque dei “vecchi” strumenti di comunicazione, Lovari è chiaro:

Occorre che questi strumenti siano usati all’interno di una strategia integrata che ne valorizzi le peculiarità e i tratti distintivi. Non si può pensare di utilizzare una pagina su Facebook o un canale YouTube come una locandina, una newsletter o altri supporti informatici.

Ovviamente non finisce qui: di problemi ce ne sono (interoperabilità, servizi da offrire che mancano, compatibilità di documenti e formati) ma che in 10 anni (almeno) tra gli ammnistratori non si sia capita l’importanza dell’ascolto è davvero preoccupante.

Computec, lo stato della comunicazione pubblica. In pratica

Uscirà tra poco il nuovo volume che raccoglierà i saggi dell’ultima edizione dei seminari Computec.

Nati nel 2008 i seminari sono principalmente degli incontri sui temi della comunicazione pubblica e le nuove tecnlogie. Incontri teorici e pratici: tre ore di lezione, tre di laboratorio.Tutto gratuito.

Partì tutto dall’idea di Alessandro Lovari e Maurizio Masini, dottorando di ricerca in Scienze della Comunicazione alla Sapienza il primo e ricercatore al Dipartimento di Scienze della Comunicazione dell’Università degli Studi di Siena il secondo.

Giuseppe Granieri durante una lezione di Computec

Computec è stato il primo appuntamento in Italia a dedicare a questi temi un intero ciclo di seminari. Fino ad ora ha visto la partecipazione di persone come Daniele Magrini (allora direttore del portale intoscana.it); Leda Guidi (Responsabile dei “Servizi di Comunicazione con i cittadini” del Comune di Bologna); Mattia Miani (leggetevi il suo sito personale); Carlo Sorrentino; Elvira Berlingieri; Annalisa Gramigna e molti altri.

Nell’ultimo appuntamento hanno partecpato Giuseppe Granieri e Giovanni Boccia Artieri, giusto per citare i due più noti.

Tra i temi trattati si è passati dalla comunicazione pubblica a quella politica a quella nella sanità. Non sono mancate anche riflessioni sul cambiamento dei comportamenti dei cittadini-utenti con l’arrivo (o meglio con la massima diffusione) dei media sociali; della loro percezione all’interno della società e di come siano cambiati certi rapporti di forza (per esempio con i media tradizionali).

Ogni anno cambiano i docenti e cambiano i temi trattati, diventando così uno degli appuntamenti immancabili per chi vuole rimanere aggiornato con le diverse tematiche legate alla comunicazione e alle tecnologie (da facebook a twitter).

Tutti, ma proprio tutti, gli interventi vengono raccolti ogni anno nei diversi volumi. Il primo si chiama “Comunicazione pubblica 2.0”, il secondo è “Comunicazione pubblica digitale”, mentre il terzo, come detto, è in corso di pubblicazione.

Se volete saperne di più guardate il sito web dedicato al progetto o scrivete a computec@media.unisi.it